Le banche del cibo: Unilever & Nestlè

Ho letto qualche giorno fa una cosa sconvolgente sul gigante olandese Unilever tratto da un libro di Icke: """Il 90% del commercio alimentare su questo pianeta è nelle mani di 5 multinazionali. Metà delle nostre riserve sono controllate da due di esse, il gigante Unilever (controllato dai cloni del Gruppo Bilderberg) e la Nestlè, in quella roccaforte dell'Elitè che è l Svizzera. [...] Nell'Unione Europea si stima che le multinazionali ricevano tra i 10 e i 12
miliardi di marchi tedeschi ogni anno, per lo più per trasportare le materie prime da un confine ad un altro,per riconfezionarle e dargli un' "immagine nazionale". La più grande beneficiaria di questi fondi è la Unilever, che ha stretti legami con l'impero dei supermercati Sainsbury.
miliardi di marchi tedeschi ogni anno, per lo più per trasportare le materie prime da un confine ad un altro,per riconfezionarle e dargli un' "immagine nazionale". La più grande beneficiaria di questi fondi è la Unilever, che ha stretti legami con l'impero dei supermercati Sainsbury.
La Unilever ha aumentato del 25.6& i suoi profitti in un solo anno, nello stesso periodo in cui le entrate del settore agricolo diminuivano del 35,3%in Danimarca e del 27,5% in Germania.""
Un po' inquietante non trovate? Anche la mitica marmellata Santarosa fa parte dei suoi brand (sic)!
Inoltre basta che fate una semplice ricerca con google e vi accorgerete di come il suo sito sia presente in tantissimi paesi del mondo (unilever .com .uk .pl .it .nl .es .cz .ch ect ect) ed in ogni paese nazionalizza poi lo stesso prodotto magari con 1logo nazionale già blasonato (geni del marketing).
Come si vede tra i prodotti detiene anche la Lipton del tè, infatti ho trovato questo articolo al link http://www.newbrainframes.org/journal/art.php?id=804 che dice:
""" UNILEVER...Non solo te'
scrive Matteo Cavo
Unilever domina il mercato del te', che coltiva, miscela e vende. La consociata Broke Bond, col marchio Lipton, possiede il 98% del te' indiano ed e' la marca piu' venduta in Gran Bretagna.
21-08-2005 / I lavoratori non guadagnano piu' di mille lire al giorno, solamente il 4% del costo di una tazza di te' va alla mano d'opera e come tutti lavoratori a cottimo devono raccogliere una determinata quantita' minima giornaliera di foglie di te'.
In Sri Lanka il te' comincio' ad essere prodotto verso la fine dell' Ottocento quando Thomas Lipton acquisto' 10 mila ettari di terra. Poiche' la popolazione locale si rifiutava di lavorare nelle sue piantagioni, Lipton vi introdusse lavoratori Tamil. Gli indigeni non hanno mai accettato la presenza dei Tamil e cosi' si e' sviluppata un'annosa guerra civile ancora in atto.
La maggior parte delle piantagioni della Unilever, non solo di te' ma pure di cacao, noci di cocco, palma da olio e gomma, comprendono aree di foresta tropicale africana, sud ameircana e asiatica.
Negli Stati Uniti Unilever ha creato una societa' preposta alla distribuzione dei suoi prodotti alle truppe americane di tutto il mondo.
Unilever fa inoltre parte di EuropaBio, l'assoziazione delle industrie con interessi nel biotech, e utilizza semilavorati sperimentati su animali.
Ecco i suoi prodotti e i marchi:
- Bevande: Lipton, Ati, Montana, Brioschi
- Dolciumi: Algida, Toseroni, Sorbetteria di Ranieri
- Condimenti: Bertolli, Olio Dante, Frioll, Hellmann's, Calve', Maya,
Gradina, Rama
- Cibi pronti e leofilizzati: Knorr
- Surgelati: Findus, Igloo, Genepesca
- Alimenti dietetici: Slim Fast
- Prodotti base di latte: Milkana, Creme Cuisine
- Detersivi: Cif, Omo, Coccolino, Ava, Bio Presto, Vim, Lysoform, Svelto,
Surf
- Cura personale: Axe, Rexona, Impulse, Dove, Lux, Clear, Denim, Atkinson,
Mentadent, Durban's, Benefit, Gibbs, Faberge', Timotei
- Profumi di lusso: Valentino, Cerruti, Calvin Klain, Lagerfeld, Chloe
- Cosmesi: Cutex, Pond's, Leocrema
- Chimica: Athea """"""

Per quanto riguarda l'altra multinazionale agroalimentare, la Nestlè; in un documentario seguivo che essa controlla il 40% del mercato mondiale del latte per bambini, pubblicizzandolo con molta aggressività nei paesi del terzo mondo, cercando anche di scoraggiare l'allattamento al seno. Naturalmente dopo 1po il latte del seno della mamma non viene più prodotto dall'organismo se si ricorre al latte in polvere ed ecco che ha la meglio la multinazionale.
Tutto ciò nonostante i richiami di Unicef e Org. Mondiale della Sanità che dichiarano che un bambino allattato con latte in polvere è 25 volte più a rischio di morire di dissenteria di uno allattato con latte materno. Senza poi badare al fatto che la Nestlè cerca di impossessarsi (corrompendo politici, istituzioni e sindaci) delle varie sorgenti d'acqua sparse per il mondo. Se non erro in Pakistan si beve solo acqua Nestlè (denominata Pure-Life..ma sto andando a memoria, non ne sono sicurissimo del nome).
Come potete vedere manca solo il monopolio sull'aria che respiriamo...ma ci stiamo andando vicino.







Links to this post:
Crea un link
<< Home